Pensieri

Scrivo a ruota libera i miei pensieri, senza organizzarmi in testa nessuna struttura e senza un filone preciso, così come viene. Vorrei parlare un po’ di me.. anzi rettifico vorrei parlare un po’ con me perchè non lo faccio quasi mai. Per la vita che ho, specialmente negli ultimi mesi, passo gran parte del tempo da solo con me stesso. Eppure penso molto e ragiono poco. Vivo cauto, tiepido, finchè uno tra mente, corpo e cuore capta un minimo segnale, prende il sopravvento sugli altri e mi strattona violentemente. Forse è legato un po’ alla questione dell’ipersensibilità: dicono che alcune persone siano predisposte ad esaltare, nel bene e nel male, le emozioni che provano. Tutto ciò che è bello diventa bellissimo e tutto ciò che è triste diventa tristissimo.. volendo semplificare. Sembra che io faccia parte di questo gruppo di persone. E forse non mi dispiace neanche troppo. Ma siamo qui per ragionare, quindi forse vale la pena trasformare l’eccesso di sensibilità in qualcosa di più ragionato e logico.

Non vivo bene. Ormai è una situazione di fatto. Mi ricordo quando da adolescente avevo tutto, vedevo tante di quelle persone insoddisfatte e infelici e nono riuscivo a capire. Negli ultimi anni mi è successo di tutto ed in certi momenti penso che non mi stupirei nel vedere Carmine del futuro che butta via le ultime briciole di vita in una dose di mdma o che vive di centesimi e stracci. E’ una questione di sogni, aspettative, pretese da me stesso e soprattutto la somma di tutte le cose lasciate correre addosso. Ho visto amici secolari voltare le spalle nel momento di massima difficoltà, per non essere riuscito a condividere dei momenti di gioia per colpa della malattia. Ho visto ragazze, con diploma, lauree e master sull’amore che non hanno la minima idea di cosa significhi rispetto e voler bene. Ho visto famiglie sgretolarsi perchè il proprio nome su un documento che attesta la proprietà sembra sia più importante di avere lo stesso sangue. Non ho invece più visto la mia, perchè quando il numero di torti tende all’infinito mentre per il numero di carezze avanzano le dita di una mano, forse è giusto così. Ho allontanato tante di quelle persone per mancanza di fiducia, ma forse preferivo smettere di guardarle sbagliare cercando di conservare un minimo il buon ricordo di loro. Forse realmente tutto ciò che mi è rimasto è un tatuaggio, che spero di non rinnegare mai, perchè esprime tutta la mia totale, completa e pura devozione al Dio Grazie e alla Dea Scusa. E tanta, tanta, tanta forza addosso, che neanche mi aspettavo, superata solo dalla sofferenza che provo.

Forse sono troppo critico nei confronti di tutto e tutti, perfino me stesso. Ma per me certe cose sono talmente gravi che non riesco a passarci sopra. O meglio, ci passo sopra, ma ad ogni accettazione corrisponde uno sfregio sul cuore, uguale e contrario. Non capisco perchè proprio io: perchè non posso avere/essere quello che hanno/sono gli altri, star bene senza limiti o privazioni. Almeno in questa vita non ho mai agito per far male a qualcuno, non ho mai desiderato il male di qualcuno. Anche se certe volte, mi faccio schifo da solo, e quando vedo gli altri soffrire come soffro io, un po’ sono contento perchè mi ricordo che non sono l’unico a star male. Kant avrebbe pensato che sono il male assoluto. E’ tutto uno schifo e forse prima Trump si sbriga a farlo finire, meglio è. Quanto potenziale sprecato. Come fa a star bene un ragazzo che porta un fiore alla ragazza che gli piace nella stessa realtà in cui la cosa più efficace per convincere una ragazza ad uscire è inviargli la foto del cazzo su snapchat. La cosa che più vorrei in questo momento è un cazzo di fratello maggiore che mi faccia capire dove sbaglio, come migliorare o che semplicemente mi convinca che non è tutto uno schifo. E la cosa che invece mi dispiace più di tutto è aver deluso quel bambino che ero tanti anni fa pieno di cuore e sogni, ingenuo e puro come nessuno. Chissà se un po’ ci crede ancora in me o gli faccio proprio schifo..

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